giovedì 6 giugno 2024

Giuseppe in Egitto

La storia di Giuseppe, figlio di Giacobbe, è una delle narrazioni più affascinanti e commoventi dell’Antico Testamento, piena di colpi di scena, ingiustizie e, infine, redenzione.

Giuseppe era il figlio prediletto di Giacobbe, nato dalla sua amata moglie Rachele, che aveva atteso molti anni per concepire. Per questo motivo, Giacobbe mostrava un affetto speciale verso Giuseppe, suscitando gelosia e invidia tra i suoi fratelli maggiori. Questa tensione crebbe ulteriormente quando Giuseppe cominciò a fare sogni profetici che preannunciavano la sua futura grandezza e il suo dominio sui fratelli e persino sui genitori.

Un giorno, quando Giuseppe aveva diciassette anni, suo padre Giacobbe lo mandò a controllare i fratelli che pascolavano il gregge a Sichem. I fratelli, consumati dall’invidia e dal risentimento, videro un’opportunità per liberarsi di lui e impedire che i suoi sogni di grandezza si realizzassero. Cospirarono contro Giuseppe e alla fine lo vendettero come schiavo a mercanti Ismaeliti diretti in Egitto.

Giuseppe fu portato in Egitto e venduto a Potifar, un alto funzionario della corte del Faraone e capitano delle guardie. Nonostante le difficoltà, Giuseppe si dimostrò un servo fedele e diligente, guadagnandosi la fiducia di Potifar. Tuttavia, la sua situazione cambiò drasticamente quando la moglie di Potifar tentò di sedurlo e, dopo essere stata respinta, lo accusò falsamente di tentato abuso. Sebbene Potifar riconoscesse l’integrità di Giuseppe, lo fece imprigionare.

Nonostante la sua vita sembrasse piena di ingiustizie e prove, la storia di Giuseppe ebbe una svolta significativa in prigione. Lì interpretò i sogni di due funzionari del Faraone—il coppiere e il fornaio—anch’essi imprigionati con lui. Le sue interpretazioni si rivelarono accurate: il coppiere fu reintegrato nella sua posizione, mentre il fornaio fu giustiziato, proprio come Giuseppe aveva predetto.

Due anni dopo, il Faraone ebbe un sogno inquietante che nessuno dei saggi d’Egitto riuscì a interpretare. In quel momento, il coppiere ricordò Giuseppe e la sua abilità nell’interpretare i sogni. Giuseppe fu portato davanti al Faraone e, per ispirazione divina, interpretò il sogno come una previsione di sette anni di abbondanza seguiti da sette anni di grave carestia. Impressionato dalla sua saggezza, il Faraone lo nominò visir d’Egitto, secondo solo a lui, incaricato di amministrare il paese durante gli anni di prosperità e di prepararsi alla carestia in arrivo.

Giuseppe ideò un piano saggio per immagazzinare cibo durante gli anni di abbondanza, assicurando che l’Egitto fosse pronto quando la carestia colpì la regione. In quel periodo, anche la sua famiglia in Canaan soffrì la mancanza di cibo e, sapendo che in Egitto vi era cibo, i fratelli di Giuseppe vi si recarono in cerca di aiuto, ignari che avrebbero incontrato il loro fratello minore, ora potente e trasformato.

Quando Giuseppe si rivelò loro, i fratelli tremarono per la paura e il senso di colpa per ciò che avevano fatto. Ma Giuseppe, con un atto di perdono e misericordia, si riconciliò con loro, li perdonò e li invitò a portare il padre Giacobbe e l’intera famiglia in Egitto, dove sarebbero stati accuditi durante la carestia.

La storia di Giuseppe non è quindi solo un racconto di trionfo personale sulle avversità, ma anche una testimonianza potente di come la fede, la pazienza e la fedeltà a Dio possano portare alla redenzione e alla restaurazione delle relazioni spezzate. Giuseppe passò dall’essere venduto come schiavo a diventare secondo solo al Faraone nella nazione più potente del suo tempo, dimostrando che i piani di Dio sono incrollabili e che Egli può usare anche le circostanze più difficili per realizzare i Suoi propositi.

A proposito, la serie televisiva brasiliana José do Egito è una buona trasposizione di questa storia biblica ed è considerata la migliore mai prodotta nel paese, avendo raggiunto un alto indice di ascolti durante la sua trasmissione.

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