giovedì 6 giugno 2024

La grande epica


Mosè nacque in un periodo di grande oppressione per gli Israeliti in Egitto. Il Faraone aveva ordinato che tutti i neonati maschi ebrei fossero gettati nel Nilo, temendo la crescita della popolazione ebraica. Tuttavia, la madre di Mosè, determinata a proteggerlo, lo nascose per tre mesi e poi lo pose in un cesto di giunchi sul Nilo. Providenzialmente, la figlia del Faraone trovò il bambino e decise di crescerlo come suo, chiamandolo Mosè, che significa “tirato fuori dalle acque”.

Mosè crebbe alla corte reale egiziana, istruito in tutta la saggezza degli Egiziani, ma non dimenticò mai le sue radici ebraiche grazie all’influenza della madre biologica, assunta come sua nutrice. Pur essendo cresciuto come principe egiziano, Mosè sentiva sempre un legame speciale con il suo popolo ebraico.

Un giorno, dopo aver assistito all’ingiustizia di un Egiziano che picchiava un Ebreo, Mosè intervenne uccidendo l’aggressore. Temendo per la sua vita, fuggì nel deserto di Madian, dove visse per quaranta anni come pastore. A Madian sposò Sefora, figlia del sacerdote di Madian, e ebbe due figli. Durante questi anni di esilio volontario, Mosè visse una profonda trasformazione spirituale mentre pascolava le pecore nel deserto.

Un giorno, mentre Mosè era sul Monte Horeb (noto anche come Sinai), Dio gli apparve in un roveto ardente che non si consumava tra le fiamme. Dal roveto, Dio chiamò Mosè a essere il leader che avrebbe liberato gli Israeliti dalla schiavitù in Egitto e li avrebbe condotti nella Terra Promessa. Mosè, inizialmente riluttante a causa della sua scarsa eloquenza e della paura del rifiuto, accettò infine la chiamata di Dio, che lo rassicurò della Sua presenza e gli fornì segni miracolosi come prova del Suo potere.

Con il sostegno del fratello Aronne, Mosè affrontò il Faraone, chiedendo il rilascio del popolo. Questo confronto scatenò una serie di dieci piaghe sull’Egitto, dimostrando il potere e l’intervento divino a favore degli Israeliti. Queste piaghe—including la trasformazione del Nilo in sangue e la morte dei primogeniti—convinsero infine il Faraone a lasciare partire gli Israeliti.

Mosè poi guidò gli Israeliti attraverso il Mar Rosso, che si aprì miracolosamente davanti a loro e si richiuse sull’esercito egiziano in inseguimento, dimostrando ancora una volta l’intervento soprannaturale di Dio a loro favore. Per i successivi quaranta anni, Mosè guidò gli Israeliti nel deserto, affrontando sfide continue come la mancanza di cibo e acqua, oltre a rivolte interne.

Sul Monte Sinai, Mosè ricevette le tavole della Legge, che includevano i Dieci Comandamenti, costituendo la base del patto tra Dio e il Suo popolo. Durante questo periodo, Dio fornì anche la manna dal cielo e acqua da una roccia per sostenere il popolo, confermando continuamente il Suo potere e la Sua fedeltà.

Nonostante la sua leadership e dedizione, Mosè non fu autorizzato a entrare nella Terra Promessa a causa di un errore commesso durante il viaggio nel deserto. Tuttavia, Dio gli permise di vedere la terra dal Monte Nebo prima della sua morte, avvenuta all’età di 120 anni. Mosè morì, ma il suo lascito perdurò come grande liberatore e legislatore di Israele. Fu mediatore tra Dio e il Suo popolo, un profeta senza pari secondo la Bibbia, e la sua vita e opera sono ricordate ancora oggi come esempio di fede, obbedienza e devozione a Dio.

Il film del 1956 I Dieci Comandamenti è un classico del cinema epico e religioso che narra la storia di Mosè secondo i racconti biblici dell’Esodo. Charlton Heston interpreta Mosè, catturando l’intensità e la determinazione del personaggio con una performance memorabile. Il film si distingue per la sua grandezza visiva e il duraturo impatto culturale, rimanendo un’icona della storia biblica e dei suoi valori universali.

Inoltre, il film d’animazione Il Principe d’Egitto è eccellente, e la sua canzone memorabile Deliver Us è rimasta impressa nella memoria di molti, motivo per cui è spesso cercata su YouTube.

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