giovedì 5 febbraio 2026

Il buon pastore


Tra le immagini più suggestive e consolanti della Bibbia vi è quella del Buon Pastore, narrata nel Vangelo di Giovanni (10,1-18). Gesù stesso usa questa metafora per spiegare il rapporto unico e intimo tra Lui e coloro che lo seguono, mostrando la profondità del Suo amore, della Sua protezione e della Sua guida nella vita di ogni credente.

Gesù parla di sé come del Buon Pastore che conosce le sue pecore, e le pecore conoscono Lui. Questo linguaggio semplice e concreto era immediatamente comprensibile per gli ascoltatori dell’epoca: tutti conoscevano l’importanza del pastore nella vita quotidiana, la cura con cui guidava il gregge, lo proteggeva dai pericoli e lo conduceva ai pascoli migliori. Gesù trasforma questa realtà quotidiana in un potente simbolo spirituale.

Il Buon Pastore si prende cura delle pecore in modo personale. Non le lascia mai sole, le chiama per nome e le guida lungo sentieri sicuri. Questa immagine ci parla della presenza costante di Dio nella vita dell’uomo: ogni persona è conosciuta, amata e guidata personalmente da Lui. Non siamo numeri, né anonime parti di un gruppo; siamo ciascuno amati singolarmente.

Gesù contrappone il Buon Pastore al mercenario, a colui che lavora solo per denaro o interesse personale. Il mercenario, davanti al pericolo, abbandona il gregge. In contrasto, il Buon Pastore è disposto a rischiare tutto per la salvezza delle sue pecore, fino a dare la vita. Qui troviamo una delle prefigurazioni più potenti della missione di Gesù: l’amore che si dona fino al sacrificio supremo sulla croce, per la salvezza di ciascuno di noi.

Il concetto di “perdere e ritrovare” è centrale nell’immagine del Buon Pastore. Gesù parla della pecora smarrita, di quella che si allontana, e di come il pastore lasci le novantanove per cercarla. Questo ci insegna la misericordia di Dio: Egli non abbandona mai chi si smarrisce, ma va personalmente a cercarlo, senza giudicare, con pazienza e amore incondizionato. Ogni peccatore, ogni dubbio, ogni fragilità è oggetto della Sua attenzione amorosa.

Il Buon Pastore non solo protegge e cerca le pecore smarrite, ma le guida verso pascoli verdi e acque tranquille. In senso spirituale, questo significa che Gesù conduce le anime verso la vita vera, verso una relazione piena con Dio, nutrendole con la Parola e lo Spirito. Le decisioni di vita, le prove e le tentazioni possono essere affrontate con fiducia perché la guida del Buon Pastore è sempre presente.

Un altro aspetto importante è la relazione reciproca. Le pecore conoscono il pastore, lo seguono e rispondono alla sua voce. Questo simboleggia la libertà e la corresponsabilità dell’uomo: Dio non impone la Sua volontà con la forza, ma invita alla fiducia, all’ascolto e alla cooperazione. La fede è un cammino di relazione, in cui l’uomo riconosce la voce di Cristo e si lascia guidare.

La figura del Buon Pastore è anche modello per chi guida gli altri. Pastori, insegnanti, genitori, leader spirituali sono chiamati a imitare l’amore di Cristo: proteggere, accompagnare, rischiare e dare la vita per coloro che sono affidati alla loro cura. La leadership secondo il Vangelo è servizio, dedizione e compassione, non autorità o vantaggio personale.

Il Vangelo ci invita a vedere in questa immagine anche il legame comunitario. Le pecore non sono isolate, ma parte di un gregge. Il Buon Pastore cura l’intera comunità, ogni persona è importante, e la coesione del gruppo è valorizzata. Questo ci ricorda che la fede non è individuale: crescere nella vita spirituale significa anche prendersi cura degli altri, condividere, aiutare e sostenere chi è più fragile.

In sintesi, l’immagine del Buon Pastore ci insegna molte verità spirituali:

* La cura personale e il riconoscimento della dignità di ciascuno.

* La protezione e la guida costante di Dio.

* L’amore che si dona senza riserve, fino al sacrificio supremo.

* La ricerca instancabile di chi si smarrisce.

* La necessità di ascoltare e seguire la voce di Cristo con fiducia.

* L’importanza della comunità e della responsabilità verso gli altri.

Per chi legge oggi, il Buon Pastore resta fonte di conforto, guida e speranza. In ogni difficoltà, possiamo affidarci alla Sua voce; nelle prove, possiamo trovare protezione; nelle perdite e nelle paure, possiamo confidare nella Sua ricerca instancabile. La vita cristiana, come il gregge, è sicura sotto la Sua guida, e l’amore che Egli dona trasforma il cuore umano, rendendolo capace di amore, perdono e dedizione.

Ogni giorno possiamo riflettere su come rispondiamo alla voce del Buon Pastore: lo ascoltiamo? Lo seguiamo nei gesti concreti di carità e fedeltà? La Sua presenza ci trasforma davvero? Questa parabola ci invita a vivere una fede attiva, responsabile e piena di amore, riconoscendo che in Gesù troviamo il pastore che dà tutto per noi, e che ci insegna anche come essere pastori nella vita degli altri.

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