Tra le immagini
più suggestive e consolanti della Bibbia vi è quella del Buon Pastore, narrata
nel Vangelo di Giovanni (10,1-18). Gesù stesso usa questa metafora per spiegare
il rapporto unico e intimo tra Lui e coloro che lo seguono, mostrando la profondità
del Suo amore, della Sua protezione e della Sua guida nella vita di ogni
credente.
Gesù parla di sé
come del Buon Pastore che conosce le sue pecore, e le pecore conoscono Lui.
Questo linguaggio semplice e concreto era immediatamente comprensibile per gli
ascoltatori dell’epoca: tutti conoscevano l’importanza del pastore nella vita
quotidiana, la cura con cui guidava il gregge, lo proteggeva dai pericoli e lo
conduceva ai pascoli migliori. Gesù trasforma questa realtà quotidiana in un
potente simbolo spirituale.
Il Buon Pastore
si prende cura delle pecore in modo personale. Non le lascia mai sole, le
chiama per nome e le guida lungo sentieri sicuri. Questa immagine ci parla
della presenza costante di Dio nella vita dell’uomo: ogni persona è conosciuta,
amata e guidata personalmente da Lui. Non siamo numeri, né anonime parti di un
gruppo; siamo ciascuno amati singolarmente.
Gesù contrappone
il Buon Pastore al mercenario, a colui che lavora solo per denaro o interesse
personale. Il mercenario, davanti al pericolo, abbandona il gregge. In
contrasto, il Buon Pastore è disposto a rischiare tutto per la salvezza delle
sue pecore, fino a dare la vita. Qui troviamo una delle prefigurazioni più
potenti della missione di Gesù: l’amore che si dona fino al sacrificio supremo
sulla croce, per la salvezza di ciascuno di noi.
Il concetto di
“perdere e ritrovare” è centrale nell’immagine del Buon Pastore. Gesù parla
della pecora smarrita, di quella che si allontana, e di come il pastore lasci
le novantanove per cercarla. Questo ci insegna la misericordia di Dio: Egli non
abbandona mai chi si smarrisce, ma va personalmente a cercarlo, senza
giudicare, con pazienza e amore incondizionato. Ogni peccatore, ogni dubbio,
ogni fragilità è oggetto della Sua attenzione amorosa.
Il Buon Pastore
non solo protegge e cerca le pecore smarrite, ma le guida verso pascoli verdi e
acque tranquille. In senso spirituale, questo significa che Gesù conduce le
anime verso la vita vera, verso una relazione piena con Dio, nutrendole con la
Parola e lo Spirito. Le decisioni di vita, le prove e le tentazioni possono
essere affrontate con fiducia perché la guida del Buon Pastore è sempre
presente.
Un altro aspetto
importante è la relazione reciproca. Le pecore conoscono il pastore, lo seguono
e rispondono alla sua voce. Questo simboleggia la libertà e la
corresponsabilità dell’uomo: Dio non impone la Sua volontà con la forza, ma
invita alla fiducia, all’ascolto e alla cooperazione. La fede è un cammino di
relazione, in cui l’uomo riconosce la voce di Cristo e si lascia guidare.
La figura del
Buon Pastore è anche modello per chi guida gli altri. Pastori, insegnanti,
genitori, leader spirituali sono chiamati a imitare l’amore di Cristo:
proteggere, accompagnare, rischiare e dare la vita per coloro che sono affidati
alla loro cura. La leadership secondo il Vangelo è servizio, dedizione e
compassione, non autorità o vantaggio personale.
Il Vangelo ci
invita a vedere in questa immagine anche il legame comunitario. Le pecore non
sono isolate, ma parte di un gregge. Il Buon Pastore cura l’intera comunità,
ogni persona è importante, e la coesione del gruppo è valorizzata. Questo ci
ricorda che la fede non è individuale: crescere nella vita spirituale significa
anche prendersi cura degli altri, condividere, aiutare e sostenere chi è più
fragile.
In sintesi,
l’immagine del Buon Pastore ci insegna molte verità spirituali:
* La cura
personale e il riconoscimento della dignità di ciascuno.
* La protezione e
la guida costante di Dio.
* L’amore che si
dona senza riserve, fino al sacrificio supremo.
* La ricerca
instancabile di chi si smarrisce.
* La necessità di
ascoltare e seguire la voce di Cristo con fiducia.
* L’importanza
della comunità e della responsabilità verso gli altri.
Per chi legge
oggi, il Buon Pastore resta fonte di conforto, guida e speranza. In ogni
difficoltà, possiamo affidarci alla Sua voce; nelle prove, possiamo trovare
protezione; nelle perdite e nelle paure, possiamo confidare nella Sua ricerca
instancabile. La vita cristiana, come il gregge, è sicura sotto la Sua guida, e
l’amore che Egli dona trasforma il cuore umano, rendendolo capace di amore,
perdono e dedizione.
Ogni giorno
possiamo riflettere su come rispondiamo alla voce del Buon Pastore: lo
ascoltiamo? Lo seguiamo nei gesti concreti di carità e fedeltà? La Sua presenza
ci trasforma davvero? Questa parabola ci invita a vivere una fede attiva,
responsabile e piena di amore, riconoscendo che in Gesù troviamo il pastore che
dà tutto per noi, e che ci insegna anche come essere pastori nella vita degli
altri.

Nessun commento:
Posta un commento