giovedì 5 febbraio 2026

Il sermone della montagna


Uno degli insegnamenti più celebri e profondi di Gesù si trova nel Sermone sul Monte, raccontato nel Vangelo di Matteo ai capitoli 5-7. Qui, Gesù, il Maestro, si rivolge alle folle con parole che illuminano il cammino dell’uomo e rivelano la logica del Regno di Dio. Non è un semplice discorso morale, ma un invito a una vita trasformata, a un modo nuovo di vivere che mette Dio e il prossimo al centro.

Il Sermone sul Monte inizia con le Beatitudini: “Beati i poveri in spirito, perché di essi è il Regno dei cieli. Beati i miti, perché erediteranno la terra…”. Le Beatitudini sorprendono perché rovesciano le aspettative umane. Il mondo misura la felicità con il potere, il successo, la ricchezza, ma Gesù indica che la vera beatitudine nasce dalla povertà di spirito, dall’umiltà, dalla misericordia, dalla purezza del cuore. Qui troviamo un invito radicale: la vita cristiana non si basa su ciò che possediamo, ma su chi siamo davanti a Dio.

Gesù non si limita a elencare valori ideali, ma mostra come essi si traducono nella vita concreta. Parla della legge: non per abolirla, ma per completarla. “Non pensate che io sia venuto per abolire la legge o i profeti; non sono venuto per abolire, ma per dare compimento” (Matteo 5,17). La sua attenzione non è alle regole esterne, ma all’interiorità: ciò che conta è il cuore che ama, che desidera il bene e cerca la giustizia.

Il Maestro invita anche alla purezza di cuore e alla sincerità nelle azioni. Non basta non uccidere: bisogna non odiare. Non basta non commettere adulterio: bisogna custodire la fedeltà nei pensieri. Non basta dare l’elemosina: bisogna farlo senza ostentazione. Ogni gesto deve nascere dall’amore e dalla sincerità, non dal desiderio di apparire. Qui Gesù ci mostra che la santità non è un elenco di comportamenti esteriori, ma una trasformazione interiore.

Il Sermone sul Monte prosegue parlando della preghiera e della relazione con Dio. Gesù insegna il Padre Nostro come modello, mostrando che la preghiera non è una formula magica, ma dialogo sincero con il Padre. Non si tratta di parole vuote o di gesti esteriori, ma di aprire il cuore a Dio, affidandogli la vita, i bisogni e le speranze. Pregare significa imparare a vivere con Dio, a cercare la sua volontà e a confidare nella sua Provvidenza.

Gesù parla anche della fiducia in Dio nella vita quotidiana. Non accumulare tesori sulla terra, non preoccuparti ossessivamente per il domani, ma cercare prima il Regno di Dio e la sua giustizia. Queste parole ci ricordano che la vita cristiana è fatta di priorità: il cuore va verso Dio, e tutto il resto viene dopo. Non si tratta di trascurare la realtà, ma di viverla con occhi e cuore rivolti al cielo.

Il Sermone sul Monte affronta anche i rapporti con il prossimo. Gesù invita al perdono, all’amore dei nemici, alla misericordia e alla solidarietà. L’invito a tendere l’altra guancia, a dare senza aspettarsi ritorno, a non giudicare superficialmente, rivoluziona la logica del mondo. L’amore cristiano non è sentimentale, ma operoso e radicale: trasforma i conflitti, costruisce ponti e porta pace.

Il Maestro conclude il discorso con immagini concrete: la casa sulla roccia e quella sulla sabbia, il giudizio tra coloro che ascoltano e mettono in pratica la Parola di Dio e chi ascolta senza cambiare vita. Questo è un invito all’azione. La fede non si limita all’ascolto o alla conoscenza, ma diventa scelta concreta, decisione quotidiana e cammino di trasformazione.

Il Sermone sul Monte è ancora oggi una guida preziosa per tutti. Le parole di Gesù non sono antiquate o idealistiche: parlano della realtà dell’uomo di ogni tempo, delle sfide della vita, delle difficoltà relazionali, dei conflitti interiori. In ogni epoca, chi ascolta con cuore sincero trova indicazioni per vivere meglio, per amare di più, per fidarsi di Dio e costruire comunità fondate sulla giustizia e sulla pace.

Inoltre, il Sermone sul Monte ci mostra come la santità sia accessibile a tutti. Non richiede condizioni particolari, potere o prestigio. Chiunque è disposto a umiliarsi davanti a Dio, a curare il proprio cuore, a vivere secondo le Beatitudini, può partecipare al Regno. Gesù abbassa le barriere e invita ogni uomo e donna alla conversione e alla gioia autentica.

Infine, il Sermone sul Monte ci insegna che la vita cristiana è un cammino, non un punto d’arrivo. Ogni giorno siamo chiamati a scegliere tra la logica del mondo e quella del Regno di Dio. Ogni gesto, ogni parola, ogni decisione diventa occasione di incarnare l’insegnamento di Gesù. La saggezza del Maestro non è teoria, ma pratica, e chi la segue trova stabilità, pace e vera libertà.

In sintesi, il Sermone sul Monte è una scuola di vita e di fede. Gesù ci invita a umiltà, giustizia, misericordia, purezza e fiducia in Dio. Ci insegna a pregare, a perdonare, a non giudicare, a vivere secondo la volontà del Padre e a costruire una vita solida sulla roccia della Parola. Chi ascolta e mette in pratica queste parole scopre la bellezza di camminare con Dio, la gioia della vita trasformata e la speranza del Regno.

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