Uno degli
insegnamenti più celebri e profondi di Gesù si trova nel Sermone sul Monte,
raccontato nel Vangelo di Matteo ai capitoli 5-7. Qui, Gesù, il Maestro, si
rivolge alle folle con parole che illuminano il cammino dell’uomo e rivelano la
logica del Regno di Dio. Non è un semplice discorso morale, ma un invito a una
vita trasformata, a un modo nuovo di vivere che mette Dio e il prossimo al
centro.
Il Sermone sul
Monte inizia con le Beatitudini: “Beati i poveri in spirito, perché di essi è
il Regno dei cieli. Beati i miti, perché erediteranno la terra…”. Le
Beatitudini sorprendono perché rovesciano le aspettative umane. Il mondo misura
la felicità con il potere, il successo, la ricchezza, ma Gesù indica che la
vera beatitudine nasce dalla povertà di spirito, dall’umiltà, dalla
misericordia, dalla purezza del cuore. Qui troviamo un invito radicale: la vita
cristiana non si basa su ciò che possediamo, ma su chi siamo davanti a Dio.
Gesù non si
limita a elencare valori ideali, ma mostra come essi si traducono nella vita
concreta. Parla della legge: non per abolirla, ma per completarla. “Non pensate
che io sia venuto per abolire la legge o i profeti; non sono venuto per
abolire, ma per dare compimento” (Matteo 5,17). La sua attenzione non è alle
regole esterne, ma all’interiorità: ciò che conta è il cuore che ama, che
desidera il bene e cerca la giustizia.
Il Maestro invita
anche alla purezza di cuore e alla sincerità nelle azioni. Non basta non
uccidere: bisogna non odiare. Non basta non commettere adulterio: bisogna
custodire la fedeltà nei pensieri. Non basta dare l’elemosina: bisogna farlo
senza ostentazione. Ogni gesto deve nascere dall’amore e dalla sincerità, non
dal desiderio di apparire. Qui Gesù ci mostra che la santità non è un elenco di
comportamenti esteriori, ma una trasformazione interiore.
Il Sermone sul
Monte prosegue parlando della preghiera e della relazione con Dio. Gesù insegna
il Padre Nostro come modello, mostrando che la preghiera non è una formula
magica, ma dialogo sincero con il Padre. Non si tratta di parole vuote o di
gesti esteriori, ma di aprire il cuore a Dio, affidandogli la vita, i bisogni e
le speranze. Pregare significa imparare a vivere con Dio, a cercare la sua
volontà e a confidare nella sua Provvidenza.
Gesù parla anche
della fiducia in Dio nella vita quotidiana. Non accumulare tesori sulla terra,
non preoccuparti ossessivamente per il domani, ma cercare prima il Regno di Dio
e la sua giustizia. Queste parole ci ricordano che la vita cristiana è fatta di
priorità: il cuore va verso Dio, e tutto il resto viene dopo. Non si tratta di
trascurare la realtà, ma di viverla con occhi e cuore rivolti al cielo.
Il Sermone sul
Monte affronta anche i rapporti con il prossimo. Gesù invita al perdono,
all’amore dei nemici, alla misericordia e alla solidarietà. L’invito a tendere
l’altra guancia, a dare senza aspettarsi ritorno, a non giudicare
superficialmente, rivoluziona la logica del mondo. L’amore cristiano non è
sentimentale, ma operoso e radicale: trasforma i conflitti, costruisce ponti e
porta pace.
Il Maestro
conclude il discorso con immagini concrete: la casa sulla roccia e quella sulla
sabbia, il giudizio tra coloro che ascoltano e mettono in pratica la Parola di
Dio e chi ascolta senza cambiare vita. Questo è un invito all’azione. La fede
non si limita all’ascolto o alla conoscenza, ma diventa scelta concreta,
decisione quotidiana e cammino di trasformazione.
Il Sermone sul
Monte è ancora oggi una guida preziosa per tutti. Le parole di Gesù non sono
antiquate o idealistiche: parlano della realtà dell’uomo di ogni tempo, delle
sfide della vita, delle difficoltà relazionali, dei conflitti interiori. In
ogni epoca, chi ascolta con cuore sincero trova indicazioni per vivere meglio,
per amare di più, per fidarsi di Dio e costruire comunità fondate sulla
giustizia e sulla pace.
Inoltre, il
Sermone sul Monte ci mostra come la santità sia accessibile a tutti. Non
richiede condizioni particolari, potere o prestigio. Chiunque è disposto a
umiliarsi davanti a Dio, a curare il proprio cuore, a vivere secondo le
Beatitudini, può partecipare al Regno. Gesù abbassa le barriere e invita ogni
uomo e donna alla conversione e alla gioia autentica.
Infine, il
Sermone sul Monte ci insegna che la vita cristiana è un cammino, non un punto
d’arrivo. Ogni giorno siamo chiamati a scegliere tra la logica del mondo e
quella del Regno di Dio. Ogni gesto, ogni parola, ogni decisione diventa
occasione di incarnare l’insegnamento di Gesù. La saggezza del Maestro non è
teoria, ma pratica, e chi la segue trova stabilità, pace e vera libertà.
In sintesi, il
Sermone sul Monte è una scuola di vita e di fede. Gesù ci invita a umiltà,
giustizia, misericordia, purezza e fiducia in Dio. Ci insegna a pregare, a
perdonare, a non giudicare, a vivere secondo la volontà del Padre e a costruire
una vita solida sulla roccia della Parola. Chi ascolta e mette in pratica
queste parole scopre la bellezza di camminare con Dio, la gioia della vita
trasformata e la speranza del Regno.

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