giovedì 5 febbraio 2026

Il vaso di alabastro


Tra i racconti più toccanti dei Vangeli vi è quello della donna peccatrice che, entrando nella casa di Simone il fariseo, lava i piedi di Gesù con le lacrime e li unge con olio profumato da un vaso di alabastro (Luca 7,36-50). Questo episodio, semplice nella sua trama, è straordinario nella profondità spirituale e nella ricchezza simbolica, perché mostra l’incontro tra misericordia, pentimento e amore puro.

La donna, conosciuta dalla comunità come peccatrice, si avvicina a Gesù con umiltà e coraggio. Il gesto di inginocchiarsi, baciare e lavare i piedi con le proprie lacrime è un segno di totale sottomissione e riconoscimento della propria fragilità. Nell’antichità, lavare i piedi agli ospiti era gesto di cortesia, riservato ai servi; ma qui, una donna emarginata compie questo gesto verso il Maestro, rivelando una devozione sincera e intensa.

Il vaso di alabastro che contiene l’olio profumato è simbolo di bellezza, valore e dono totale. Rompere il vaso per ungere Gesù significa dare tutto ciò che si possiede, senza riserva. L’alabastro, pietra delicata e preziosa, simboleggia anche la fragilità dell’uomo e la purezza del gesto. In questo atto la donna manifesta pentimento, amore e gratitudine, trasformando un oggetto materiale in un segno spirituale potente.

Gesù osserva la donna con uno sguardo che va oltre le apparenze. Non giudica il suo passato, ma riconosce la sincerità del suo cuore. La sua attenzione al gesto e non alla condanna sociale mostra la novità del Vangelo: la misericordia di Dio supera ogni peccato quando c’è vero pentimento e amore. Qui vediamo che il valore di un’azione non risiede nella sua pubblicità o nella sua conformità sociale, ma nella sincerità e nell’intensità dell’amore che la ispira.

Simone il fariseo, invece, giudica la donna e Gesù. Egli pensa: “Se fosse profeta, saprebbe chi è questa donna e che tipo di peccatrice è”. Gesù, però, insegna una lezione profonda: il perdono di Dio è più grande del peccato umano, e chi ama di più riconosce di più la misericordia ricevuta. Con le parole: “I tuoi peccati sono perdonati”, Gesù non solo libera la donna dal peso del passato, ma le restituisce dignità, speranza e vita nuova.

L’episodio ha un significato simbolico molto profondo. I piedi di Gesù rappresentano la sua presenza concreta nella vita dell’uomo, la strada del Vangelo che conduce alla salvezza. Lavare i piedi significa riconoscere questa presenza, accogliere la sua guida e abbandonarsi alla sua misericordia. Le lacrime indicano pentimento, l’olio profumato indica amore e gratitudine. L’unione di questi gesti crea un linguaggio simbolico ricco e comprensibile anche oggi: chi si apre a Dio con cuore sincero riceve perdono e vita nuova.

Il racconto ci insegna anche il valore dell’umiltà. La donna non cerca onori, non pretende riconoscimento pubblico, ma si china davanti a Gesù con cuore aperto. Questo atteggiamento contrasta con l’orgoglio umano, l’ipocrisia e il giudizio degli altri. Il Vangelo ci invita a riconoscere la nostra fragilità e a rivolgerci a Dio con sincerità, senza paura del giudizio altrui.

Inoltre, il gesto della donna è testimonianza di fede attiva. Non basta pentirsi nel cuore o nel pensiero: il pentimento si traduce in azione concreta, in dono, in servizio. L’olio versato diventa simbolo del dono totale di sé, della vita trasformata dalla grazia di Dio. Ogni cristiano è chiamato a vivere questa logica: amore e pentimento si manifestano attraverso azioni concrete, che parlano più delle parole.

Gesù, infine, lega perdono e amore in modo inseparabile. La donna che ama molto riceve il perdono molto grande; chi ama meno, comprende meno la misericordia. Questo principio rimane valido anche oggi: quanto più siamo consapevoli della bontà di Dio nella nostra vita, tanto più il nostro cuore risponderà con gratitudine, preghiera e azione.

Il racconto del vaso di alabastro ci ricorda anche che i gesti piccoli o umili possono diventare straordinari davanti a Dio. Una lacrima, un bacio, un gesto di cura sincera possono avere un valore infinito se sono espressione di amore e pentimento. Gesù non misura l’azione dal peso materiale, ma dalla qualità del cuore che la compie.

In sintesi, la donna peccatrice che lava i piedi di Gesù con le lacrime e l’olio profumato ci insegna molte cose: la misericordia di Dio supera ogni peccato, il pentimento autentico si manifesta in gesti concreti, l’amore è dono totale e umiltà e fede aprono il cuore alla salvezza. Il vaso di alabastro diventa così simbolo di vita nuova, di grazia e di incontro personale con il Maestro.

Chi legge questo racconto oggi può imparare a non temere il proprio passato, a non lasciarsi bloccare dal giudizio altrui e a offrire a Dio il meglio di sé. Come la donna, possiamo inginocchiarci davanti a Gesù con cuore sincero, affidando a Lui lacrime, gioie e doni, certi che la sua misericordia trasforma ogni vita e rende tutto nuovo.

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