Tra i racconti
più toccanti dei Vangeli vi è quello della donna peccatrice che, entrando nella
casa di Simone il fariseo, lava i piedi di Gesù con le lacrime e li unge con
olio profumato da un vaso di alabastro (Luca 7,36-50). Questo episodio,
semplice nella sua trama, è straordinario nella profondità spirituale e nella
ricchezza simbolica, perché mostra l’incontro tra misericordia, pentimento e
amore puro.
La donna,
conosciuta dalla comunità come peccatrice, si avvicina a Gesù con umiltà e
coraggio. Il gesto di inginocchiarsi, baciare e lavare i piedi con le proprie
lacrime è un segno di totale sottomissione e riconoscimento della propria
fragilità. Nell’antichità, lavare i piedi agli ospiti era gesto di cortesia,
riservato ai servi; ma qui, una donna emarginata compie questo gesto verso il
Maestro, rivelando una devozione sincera e intensa.
Il vaso di
alabastro che contiene l’olio profumato è simbolo di bellezza, valore e dono
totale. Rompere il vaso per ungere Gesù significa dare tutto ciò che si possiede,
senza riserva. L’alabastro, pietra delicata e preziosa, simboleggia anche la
fragilità dell’uomo e la purezza del gesto. In questo atto la donna manifesta
pentimento, amore e gratitudine, trasformando un oggetto materiale in un segno
spirituale potente.
Gesù osserva la
donna con uno sguardo che va oltre le apparenze. Non giudica il suo passato, ma
riconosce la sincerità del suo cuore. La sua attenzione al gesto e non alla
condanna sociale mostra la novità del Vangelo: la misericordia di Dio supera
ogni peccato quando c’è vero pentimento e amore. Qui vediamo che il valore di
un’azione non risiede nella sua pubblicità o nella sua conformità sociale, ma
nella sincerità e nell’intensità dell’amore che la ispira.
Simone il
fariseo, invece, giudica la donna e Gesù. Egli pensa: “Se fosse profeta,
saprebbe chi è questa donna e che tipo di peccatrice è”. Gesù, però, insegna
una lezione profonda: il perdono di Dio è più grande del peccato umano, e chi
ama di più riconosce di più la misericordia ricevuta. Con le parole: “I tuoi
peccati sono perdonati”, Gesù non solo libera la donna dal peso del passato, ma
le restituisce dignità, speranza e vita nuova.
L’episodio ha un
significato simbolico molto profondo. I piedi di Gesù rappresentano la sua
presenza concreta nella vita dell’uomo, la strada del Vangelo che conduce alla
salvezza. Lavare i piedi significa riconoscere questa presenza, accogliere la
sua guida e abbandonarsi alla sua misericordia. Le lacrime indicano pentimento,
l’olio profumato indica amore e gratitudine. L’unione di questi gesti crea un
linguaggio simbolico ricco e comprensibile anche oggi: chi si apre a Dio con
cuore sincero riceve perdono e vita nuova.
Il racconto ci
insegna anche il valore dell’umiltà. La donna non cerca onori, non pretende
riconoscimento pubblico, ma si china davanti a Gesù con cuore aperto. Questo
atteggiamento contrasta con l’orgoglio umano, l’ipocrisia e il giudizio degli
altri. Il Vangelo ci invita a riconoscere la nostra fragilità e a rivolgerci a
Dio con sincerità, senza paura del giudizio altrui.
Inoltre, il gesto
della donna è testimonianza di fede attiva. Non basta pentirsi nel cuore o nel
pensiero: il pentimento si traduce in azione concreta, in dono, in servizio.
L’olio versato diventa simbolo del dono totale di sé, della vita trasformata
dalla grazia di Dio. Ogni cristiano è chiamato a vivere questa logica: amore e
pentimento si manifestano attraverso azioni concrete, che parlano più delle
parole.
Gesù, infine,
lega perdono e amore in modo inseparabile. La donna che ama molto riceve il
perdono molto grande; chi ama meno, comprende meno la misericordia. Questo
principio rimane valido anche oggi: quanto più siamo consapevoli della bontà di
Dio nella nostra vita, tanto più il nostro cuore risponderà con gratitudine,
preghiera e azione.
Il racconto del
vaso di alabastro ci ricorda anche che i gesti piccoli o umili possono
diventare straordinari davanti a Dio. Una lacrima, un bacio, un gesto di cura
sincera possono avere un valore infinito se sono espressione di amore e
pentimento. Gesù non misura l’azione dal peso materiale, ma dalla qualità del
cuore che la compie.
In sintesi, la
donna peccatrice che lava i piedi di Gesù con le lacrime e l’olio profumato ci
insegna molte cose: la misericordia di Dio supera ogni peccato, il pentimento
autentico si manifesta in gesti concreti, l’amore è dono totale e umiltà e fede
aprono il cuore alla salvezza. Il vaso di alabastro diventa così simbolo di
vita nuova, di grazia e di incontro personale con il Maestro.
Chi legge questo
racconto oggi può imparare a non temere il proprio passato, a non lasciarsi
bloccare dal giudizio altrui e a offrire a Dio il meglio di sé. Come la donna,
possiamo inginocchiarci davanti a Gesù con cuore sincero, affidando a Lui
lacrime, gioie e doni, certi che la sua misericordia trasforma ogni vita e
rende tutto nuovo.

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